Quanto rendono gli ETF?

0
138
Quanto rendono gli ETF

Aggiornato il 20/12/2022 da Gaetano Matarese

Quanto rendono gli Etf?” è una delle prime domande di molti che si approcciano per la prima volta a questi strumenti finanziari. 

Una volta assicurati sull’effettivo rendimento seguono a ruota i quesiti sulla sicurezza e sui vantaggi e svantaggi. 

In questo articolo risponderemo a tutte queste domande e se lo leggerai fino in fondo gli Exchange Traded Funds (per gli amici “ETF”) non avranno quasi più segreti. 

Prima di entrare nei dettagli facciamo un passo indietro e vediamo perché potresti voler investire in ETF

Perché investire in ETF? 

Perché investire in ETF

L’investimento in ETF (Exchange Traded Fund) ha delle caratteristiche peculiari che lo rendono adatto anche ai principianti. 

La prima importante caratteristica di un ETF è quella di favorire la diversificazione dell’investimento. 

Il buon senso finanziario suggerisce di non investire MAI tutto il proprio capitale in unico asset. 

Non dovresti farlo nemmeno (o forse soprattutto) se ti venisse prospettata la più grande opportunità d’investimento del secolo. 

Il perché è presto detto. 

Nessuno può prevedere l’andamento del mercato e anche se strumenti come l’analisi tecnica e l’analisi fondamentale ne favoriscono la comprensione, i “cigni neri” (gli imprevisti) sono sempre in agguato.

Vediamo un esempio banalissimo e semplificato al massimo giusto per fissare il concetto. 

Immagina d’investire tutto il tuo capitale in azioni di una società HI tech che produce strumenti tecnologici alla moda. 

Per un lungo periodo le vendite sono salite costantemente e con loro gli utili della società e il valore del titolo. 

Gli Investitori sono in profitto e tutti vivono felici e contenti. 

Un giorno però le cose cambiano perché la nazione in cui hanno sede gli stabilimenti produttivi della società entra in guerra con un’altra nazione. 

La produzione di alcune componenti si ferma e la società è costretta a rallentare le vendite. 

L’incertezza sul futuro della società induce molti investitori a vendere le proprie quote. 

Il valore del titolo ha un grande tracollo.. 

superiore al 50%.

Se avevi investito 10.000 euro nelle azioni della società ora te ne ritrovi meno di 5.000 euro.

Perdita abbastanza irrilevante se il tuo capitale ammontava a 100.000 euro ma disastrosa se il tuo capitale consisteva esclusivamente in quei 10.000 investiti. 

Logico no? 

Questo è il motivo per cui indipendentemente dal tuo capitale di partenza è suggeribile distribuirlo in diversi prodotti (in gergo tecnico questa procedura si definisce “asset allocation”). 

Investire in Etf ti risparmia la fatica di allocazione degli investimenti offrendoti già un pacchetto diversificato. 

Essendo infatti un grande paniere di titoli azionari e obbligazionari ti offre la possibilità di allocare il tuo capitale in diversi prodotti con un singolo investimento. 

Ti faccio subito un esempio. 

L’ETF Euro dividend (emittente iShares) replica l’andamento di tutti i titoli dell’indice europeo quindi acquistando quote dell’Etf investirai automaticamente nei titoli che sono compresi. 

Nel caso specifico quindi investirai anche in titoli di AXA, colosso francese delle assicurazioni;Crédit Agricole, banca francese;Assicurazioni Generali;Allianz e cosí via. 

Nel prospetto informativo che leggerai prima dell’investimento potrai trovare tutti i titoli che compongono l’indice. 

In alternativa puoi trovare tutte le informazioni di cui hai bisogno nelle schede informative fornite dall’app o web app del broker che utilizzi. 

Io attualmente sto usando Trade Republic e la scheda informativa è molto completa. 

Guarda la foto sotto. 

Torniamo alle motivazioni per cui diversificare il proprio investimento attraverso un ETF. 

Investendo in più prodotti contemporaneamente vai a bilanciare il tuo portafoglio e vai a limitare la volatilità. 

Le performance negative di un prodotto potrebbero venire compensate da quelle positive di altri prodotti. 

Ma oltre alla diversificazione c’è di più.. 

Gli ETF infatti sono fondi comuni d’investimento a gestione passiva e ciò significa che le tue quote d’investimento vengono unite a quote di altri Investitori. 

In tal modo riesci a beneficiare di guadagni più consistenti (ovviamente proporzionali al tuo investimento) mitigando i rischi. 

Conosci il detto: “se vuoi andare veloce vai da solo ma se vuoi andare lontano vai in gruppo”? 

A mio avviso vale anche negli investimenti. 

Se investi insieme ad altri hai la possibilità di incrementare il capitale investito senza aumentare il rischio (come nel caso di operazioni a leva). 

Il 2% di 10.000 è senza dubbio meglio del 2% di 1000 non credi? 

Quindi guadagnereste tutti di più. 

In caso di performance negative verrebbero ripartite anche le perdite. 

Un’altra caratteristica positiva degli ETF è quella di essere a gestione passiva. 

Ti spiego perché. 

In un fondo a gestione passiva la società che gestisce soldi non ha discrezionalità nella gestione dell’investimento ma si limita ad attenersi ad un mercato o a un indice. 

Questa “non gestione” fa sí che l’investitore non abbia ulteriori commissioni da pagare e quindi gli ETF hanno costi d’ingresso molto bassi. 

Mentre per un fondo passivo i costi vanno dallo 0,07% al 0,50% sull’importo investito nei fondi attivi le commissioni di gestione vanno dall’1,5 al 3%.

Come vedi una notevole differenza di costi.

I fondi comuni d’investimento attivi hanno un team di gestione che analizza i titoli oggetto d’investimento per cercare di “battere gli indici di riferimento” ovvero ottenere il maggior profitto possibile.

Abbiamo visto quindi 3 importanti caratteristiche degli ETF:

  1. Permettono una diversificazione immediata dell’investimento 
  2. Offrono la possibilità di condivisione di oneri e onori
  3. Hanno costi bassi d’ingresso 

Un’ulteriore caratteristica la ricaviamo direttamente dal nome per esteso “Exchange Traded Funds” (fondi negoziati in borsa). 

Il fatto che siano negoziati in borsa comporta che abbiano una propria quotazione sul mercato e siano soggetti ad aumenti o diminuzioni di prezzo. 

Per tali motivi dovresti valutare sempre bene in quale Etf investire. 

Continua a leggere e vediamo insieme quali elementi considerare per capire se conviene investirci o meno. 

Cosa valutare nella scelta di un ETF

Cosa valutare nella scelta di un etf

 

Nella scelta di un ETF in cui investire ci sono vari elementi da tenere in considerazione. 

Te li elenco di seguito:

  1. Strategia di replica del sottostante
  2. Liquidità del fondo 
  3. Valuta di riferimento 
  4. Società che gestisce il fondo
  5. Costo 
  6. Rendimento 

Qualche punto merita di essere approfondito. 

Strategia di replica del sottostante 

La modalità di replica del sottostante è il modo in cui l’ETF copia l’andamento degli strumenti ai quali espone l’investitore. 

Ti faccio subito degli esempi. 

L’ETF Vanguard S&P 500 replica l’andamento di tutti i 505 titoli azionari di società quotate a New York (NYSE e Nasdaq). 

L’Ishares STOXX Europe 600 Real Estate UCITS ETF investe invece in REIT e società immobiliari con focus Europa. 

L’andamento di entrambi gli ETF, a seconda del modello di replica, dipenderà, più o meno pedissequamente, dall’andamento degli strumenti contenuti negli indici. 

Andiamo a vedere le due tipologie di replica che potrai trovare negli Etf: quella fisica e quella sintetica. 

Replica del sottostante ETF:fisica e sintetica

Replica del sottostante ETF: fisica o sintetica

Come accennato sopra si possono trovare due modalità di replica del sottostante degli ETF. 

La prima è la replica fisica ovvero l’ETF va ad acquistare i titoli che vuole replicare. 

La seconda è la replica sintetica nella quale la società gestrice ETF fa un accordo con la controparte, di solito una banca, per far ottenere all’ETF l’esatto rendimento dell’indice che si vuole replicare. 

Vediamo più nel dettaglio la replica fisica. 

Modalità di replica fisica del sottostante

 Per un ETF esistono 3 tipologie di replica fisica del sottostante: Replica completa; a campionamento;a ottimizzazione. 

Nella replica completa vengono acquistati tutti i titoli che compongono l’indice. 

Viene utilizzata di solito con indici composti da titoli facilmente negoziabili, come ad esempio gli indici americani ed europei. 

Nella replica a campionamento l’ETF compra solo un campione rappresentativo di titoli. 

Ad esempio nel caso di indici azionari poco liquidi o indici obbligazionari per i quali sarebbe controproducente acquistare tutto. 

Infine nel metodo a ottimizzazione viene fatta un’analisi multifattoriale per ridurre il numero di titoli da acquistare. 

Un esempio ne è l’indice FTSE All World che raggruppa tutte le borse mondiali. 

Passiamo ora al prossimo punto:il rendimento. 

Rendimento degli Etf

Rendimento degli ETF

 In base alla modalità di gestione dei rendimenti gli ETF su suddividono in:

  • ETF a distribuzione:i gestori distribuiscono i proventi con periodicità stabilita nel prospetto informativo. 
  • ETF a accumulazione:i dividendi incassati dal gestore nel fondo vengono reinvestiti nello stesso prodotto. 

La scelta tra una tipologia o l’altra dipende dalla tua strategia d’investimento. 

Gli ETF ad accumulazione però sfruttano al massimo il principio dell’interesse composto ovvero guadagni interessi sugli interessi. 

Con le tipologie di rendimento abbiamo finito le caratteristiche da valutare nella scelta di un ETF. 

Ora passiamo ad un altro aspetto altrettanto importante: la sicurezza. 

Quanto è sicuro investire in ETF? 

Quanto è sicuro investire in ETF?

Quando parlo di sicurezza e investimenti mi piace prima di tutto fare una premessa:la sicurezza al 100% non esiste negli investimenti così come non esiste nella vita. 

Il nostro obiettivo è quindi quello di scegliere investimenti di cui comprendiamo i rischi e metterci nella condizione di ridurre tali rischi al minimo o di ridurre al minimo eventuali perdite qualora il rischio si verificasse. 

Anche gli ETF, pur essendo degli strumenti relativamente sicuri, comportano qualche rischio. 

Vediamoli insieme. 

Il primo rischio è comune a tutti gli strumenti ovvero il rischio di perdita di valore dovuto alla volatilità dei mercati. 

Un ETF, come abbiamo visto sopra, replica l’andamento di prodotti esistenti quindi se il loro prezzo scende così fa l’ETF e viceversa. 

Allora meglio non investire per non rischiare? 

Assolutamente no perché tenendo fermi i soldi hai la certezza che perdano di valore nel tempo (cala il tuo potere d’acquisto). 

La soluzione è quella di scegliere i prodotti più adeguati in cui investire in base al proprio orizzonte temporale d’investimento. 

Qua veniamo al secondo rischio degli ETF:la possibile scarsa performance di alcuni prodotti. 

Investire in un ETF ti consente di diversificare l’investimento in vari titoli e obbligazioni ma all’interno di uno stesso indice i prodotti non hanno sempre rendimenti ottimali. 

I tuoi guadagni quindi deriveranno da una media tra profitti e perdite. 

Ti faccio un esempio totalmente di fantasia. 

Investi in un ETF costituito da 4 azioni: azione A, Azione B, Azione C e Azione D. 

Il primo trimestre va tutto alla grande ed hai tutti rendimenti positivi:

Azione A +2%

Azione B +1,5%

Azione C +0,50%

Azione D +3%

Il rendimento dell’ETF deriverà dalla somma di tutti i rendimenti quindi 6,50%

Nei mercati peró non sempre le cose vanno così bene e l’azione D potrebbe chiudere in perdita a – 3,50%

Il rendimento complessivo del nostro ETF scenderebbe. 

Il vantaggio è comunque che eventuali perdite vengono attenuate da eventuali profitti. 

Vediamo il terzo rischio. 

Rischio di cambio

Tale rischio si può verificare solo se investi in ETF esteri con valuta differente. 

Immagina ad esempio di investire in un ETF che replichi l’indice americano e quindi in dollari. 

Potresti perdere nel cambio tra euro e dollaro nel caso di rafforzamento del primo sul secondo. 

Vediamo ora un rischio che potresti incontrare quando investi in altri strumenti finanziari ma no nel caso degli ETF. 

Rischio fallimento emittente 

Tale rischio non si può verificare per via della natura stessa degli ETF e della loro modalità di gestione patrimoniale. 

Gli ETF infatti sono solitamente SICAV (società di investimento a capitali variabili) e Fondi comuni d’investimento ed hanno un patrimonio societario separato rispetto a quello dei risparmiatori. 

Ciò significa che in caso di fallimento i risparmi non verrebbero toccati. 

Una bella garanzia che ci fa dormire sonni tranquilli. 

Con questo non-rischio abbiamo finito l’analisi dei rischi degli ETF e possiamo passare ad un argomento allettante. 

Vediamo il rendimento degli ETF. 

Quanto rendono gli ETF

Quanto rendono ETF

Il rendimento di un ETF è uguale o molto simile all’andamento del benchmark ovvero dell’indice o del paniere sottostante detratti i costi di gestione. 

In altri termini la società di gestione spartirà con te i suoi guadagni in proporzione a quanto hai investito trattenendosi delle commissioni(molto basse rispetto ad altri strumenti finanziari). 

Non tutti gli ETF pagano subito i rendimenti ed alcuni li reinvestono per aumentare il profitto avvalendosi dell’interesse composto. 

Le due diverse modalità di gestione dei rendimenti si chiamano di “distribuzione” e di “accumulazione”. 

Quando scegli un ETF tieni in considerazione la differenza e fai le tue valutazioni in base alla tua strategia d’investimento. 

Oltre alla modalità di gestione dei rendimenti dovresti valutare anche un altro parametro: il NAV(Net Asset Value o Valore Patrimoniale Netto). 

Il NAV viene calcolato quotidianamente alla chiusura delle contrattazioni e misura la differenza tra il valore delle attività e delle passività del fondo rapportata al totale delle quote in circolazione. 

Tale indicatore è molto utile per quantificare il rendimento del portafoglio in caso di vendita o rimborso quote. 

A proposito di calcolo di rendimento t’illustro una formula per calcolare il rendimento semplice (senza tenere in considerazione eventuali reinvestmenti):

Provento periodico/prezzo acquisto x 100

Ti faccio subito un esempio di applicazione della formula. 

Immagina di investire 100 euro in un ETF che ti pagherà 10 euro dopo un anno. 

Per conoscere la percentuale di guadagno potrai fare la seguente operazione:

(10/100)x 100 

Ti verrebbe 10% la tua percentuale di guadagno. 

Per avere comunque una panoramica dei rendimenti statistici di diversi strumenti puoi consultare il sito di borsa italiana che contiene diversi dati suddivisi per categorie. 

Il suggerimento che posso darti è di avere una prospettiva di guadagno a lungo termine. 

L’investimento in ETF ti consente di costruire, nel tempo, un portafoglio equilibrato. 

Ovviamente dovrai seguire i soliti principi di buon senso finanziario:

  • Accurata definizione degli obiettivi 
  • Movimentazione minima di portafoglio (per fare trading ci sono altri strumenti) 

Con i rendimenti abbiamo finito e possiamo passare ad una fase operativa:vediamo come investire in ETF. 

Come investire in ETF

Come investire in ETF

Prima di un investimento in ETF ci sono alcuni fattori che dovresti tenere in considerazione: 

  1. Quanto vuoi rischiare? 
  2. Quale tempistica d’investimento hai scelto? 
  3. Hai un’area geografica particolare su cui puntare? 
  4. Quali sono i volumi passati di un determinato ETF? 
  5. Qual è la valuta sottostante? 
  6. Qual è la sua correlazione con l’indice di riferimento? Segue l’andamento del sottostante o no? 

Oltre a rispondere alle domande precedenti dovresti assolutamente leggere il prospetto informativo del singolo ETF. 

All’interno troverai informazioni fondamentali:

  1. Caratteristiche del prodotto 
  2. Composizione dei rischi 
  3. Dettaglio dei costi

Sulla base delle informazioni acquisite valuterai il prodotto più adatto alle tue esigenze. 

Vediamo ora dove puoi iniziare a trovare prodotti in cui investire. 

La soluzione più veloce, se non hai un conto titoli aperto presso la tua banca, è affidarsi ad un broker online. 

Migliori broker ETF 

migliori broker ETF

Come abbiamo visto in precedenza rivolgersi ad un broker online è una soluzione veloce per poter investire. 

La rete offre diverse opportunità ma vanno ben selezionate per non incappare in fregature. 

Senza pretese di esaustività in questo paragrafo ti parleró dei broker che ho utilizzato, utilizzo o vengono proficuamente utilizzati da miei clienti o persone che conosco. 

In altri termini non ti parlerò di quelli conosciuti per “sentito dire”(sono tantissimi). 

Dopo questa breve premessa possiamo iniziare. 

Trade Republic 

Trade Republic è un’app che ti consente di investire in azioni, ETF, piani di risparmio, crypto e derivati.

I suoi punti di forza sono la semplicità di utilizzo e le commissioni basse (1 euro ad operazione).

Ideale sia per i neofiti che per chi è ad un livello più alto.

Se vuoi saperne di più vai all’articolo dell’app di trading.

tb

Naga

Naga trader piattaforma per trading

Naga è una piattaforma di trading nata nel 2015 che presta una particolare attenzione agli aspetti del social trading e del copy trading.

Ti offre la possibilità d’investire in diversi mercati finanziari come Forex;Materie Prime;

Indici di Borsa;ETF;Criptovalute;Azioni.

Hai altre piattaforme da suggerire?

Scrivile nei commenti!!

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here